Posted on Gennaio 24, 2019

DA UNA MADRE

Il viso sorridente di un bambino ci rivela che è sereno e l’adulto ha il dovere di donargli questa serenità mentre giorno dopo giorno lo conduce all’autonomia e alla stima di sé.

I bambini si affidano totalmente agli adulti perché non sono autonomi, né autosufficienti e sono completamente indifesi. Così gli adulti li guidano, si occupano di loro, li proteggono, li sostengono, li  aiutano fino a quando non saranno cresciuti e in grado di “farcela da soli” e anche oltre.

Tutto questo è naturale, logico. Ma perché allora ci sono migliaia di bambini stipati negli orfanotrofi? Migliaia abbandonati a se stessi lungo le strade del mondo, migliaia  usati e sfruttati sessualmente, migliaia maltrattati dalle loro stesse famiglie, migliaia uccisi perché femmine, migliaia schiavizzati sul lavoro o addirittura per fare la guerra. E pensare che il bambino nella sua purezza offre all’adulto un grande dono; il dono di tornare in contatto con la parte più profonda e più sensibile di sé, la parte Divina che è fatta unicamente d’amore. Però l’occasione di essere generosi la cogliamo limitatamente alla cura dei nostri figli. Perché? Perché gli altri non esistono? Il motivo è la mancanza di amore altruistico (che giustifichiamo con la mancanza di tempo, di soldi, perché ci devono pensare i governi, perché tanto non si  risolve niente, perché a vedere certe cose poi sto male) o di ……coraggio. Non mi permetto di giudicare chi non si da rispetto a chi si adopera, vorrei solo condividere un’esperienza che, grazie alle vicende della vita, qualche volta mi ha messo tra quelli che provano ad aiutare gli altri.

A volte credo che i miei occhi e la mia mente siano  ormai  abituati a distinguere chi sopravvive da chi invece non ce la farà; sono un pugno nel cuore i loro sguardi  rassegnati, senza alcuna pretesa; le loro manine rinsecchite: ma quando guardi quegli occhi li vedi enormi e colmi di luce, privi di alcuna aspettativa, ma con una muta preghiera d’amore.

Nella profondità di quegli sguardi rinasce mille volte la madre che è in me, la madre che forse non rispetta le regole che fanno dire alla società  che “brava madre”, ma sicuramente la madre che mette tutto il suo potere e il suo amore a disposizione dei figli. Si, perché tutti i bambini sono nostri figli, anche una sola vita è infinitamente preziosa e mi fa arrabbiare chi dice  che tanto anche se ne salvi uno, tantissimi muoiono, quasi a dire che ogni intervento è inutile.

I bambini non sono numeri e basta poco per cambiare un destino deciso da chi si è dimenticato della loro esistenza, da chi li ha visti e non se ne è curato.

Ci sono piccoli gesti che tutti noi possiamo fare quotidianamente per creare un piccolo spazio dove ci sia posto per qualcun altro. Non occorre essere ricchi per donare. Il dono è solo un atto d’amore che può magicamente muovere situazioni e creare possibilità inaspettate.

Ogni iniziativa che ci fa dire “mi sta a cuore” non può fallire.

Il pensiero, l’amore e la volontà sono in grado di renderci capaci di raggiungere un obiettivo verso chi è solo, verso chi è indifeso, verso chi per il mondo non esiste neppure.

Ogni bambino che è solo deve poter riconoscere la madre e il padre che tu sei.

Paola 24/01/2019